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Viktor




Società della Salute
Quartiere 4 - ASL 10 Firenze
Regione Toscana
Comune di Firenze
Assessorato Cultura
Assessorato Sicurezza Sociale
Associazione Teatro 334
Centro Diurno "Albero Vivo"
Servizio di Socializzazione "Il Giaggiolo"
Cooperativa Sociale ARCA
Ufficio Cultura Quartiere4
ScuolaTeatro Sociale Isole
SIAST 4


Regia: Alessandro Fantechi


Viktor
Liberamente tratto da “Il ragazzo selvaggio” di J .Itard

Nulla è più terribile della diversità.
Esposta ogni momento - gridata senza fine - eccezione incessante.
Follia sfrenata.
Noi staremo offerti sulla croce, alla gogna, tra le pupille limpide di gioia feroce, scoprendo all'ironia le stille del sangue dal petto ai ginocchi, miti, ridicoli, tremando d'intelletto e passione nel gioco del cuore arso dal suo fuoco, per testimoniare lo scandalo.

P.P.Pasolini


Nel 1798, tre cacciatori catturarono un ragazzo cresciuto in solitudine tra i boschi; qualche tempo più tardi il giovane fu condotto a Parigi.
I curiosi della capitale si accalcarono al suo arrivo; credevano di incontrare il Buon Selvaggio di Rousseau; videro un essere in preda alle convulsioni, che mordeva e graffiava chiunque gli si avvicinasse e amava giacere in mezzo ai suoi escrementi.
Sarebbe finito nel ricovero degli idioti, se un giovane medico, Jean Itard, non avesse ottenuto di tentarne l'educazione.
Le certezze dell'educatore vengono però incrinate dalle resistenze insormontabili che il suo programma educativo incontra, e dall'ostinato rimpianto che il Selvaggio sembra nutrire per i boschi. Sino a che punto la Civiltà è d'aiuto alla felicità individuale?

Parlare di VIKTOR equivale a gettare uno sguardo profondo verso le fondamenta della civiltà.
Uno sguardo stupito nel rilevare l'artificialità dei rapporti sociali, nel sondare i meandri insicuri delle convenzioni linguistico/comunicative, nel percorrere il terreno minato del senso morale. Umanistico.
Viktor, essere puro è un colossale punto di domanda, un quesito posto all'umanità. Una sfida, uno schiaffo, uno sberleffo e una pernacchia al potere tutto positivo della ragione.
Lontani da Itard e dalla sua illusione illuministica, oggi possiamo chiederci il senso dell'educazione…la ragione dell'educazione… Poniamo in discussione l'educazione…

Ma chi è Viktor ? Viktor è ognuno di noi. Dice Itard : l’ uomo non è niente. E' soltanto quel che si fa essere.
Le sue idee non sono le sue : egli ha goduto della più bella prerogativa della sua specie : la capacità di sviluppare l' intelletto attraverso l' imitazione e per l' influenza della Società.
Come in una giostra impazzita fuori di noi si accalcano sfilate di moda e grandi fratelli, guerre fratricide tra tifosi di calcio e stupri di gruppo, violenza spettacolo, pupe e secchioni. Nella spazzatura dei sentimenti (veri? falsi?) offerti come protagonisti mediatici della nuova vita virtuale e immaginaria.

Viktor è il sacrificato della società, l'escluso che non rappresenta un modello “sostenibile”, né un investimento economico.. in una parola è il ragazzo selvaggio, il diverso.
Nel 4° spettacolo con il Centro Diurno Albero Vivo e Il Giaggiolo si indaga il tema dell' educazione, del rapporto con la natura, e la possibilità di cambiare e determinare la vita di noi e degli altri.
“C’è ancora molto da fare per Viktor… c’è ancora molto da fare se si vuole salvare Viktor e con lui tutti noi “.

Attori:
Silvia Bonanno - Graziella Cartoni - Luisella Cecchi - Alessandro Ciappelli Daniele Ciotoli - Marco Dell'Agnello - Annamaria Galeazzi - Giuliano Giorni Pierluigi Lanini - Paolo Mancini - Benedetta Masserelli - Elisabetta Meazzini Gabriella Neri - Giovanni Pandolfini - Stefano Sapienza - Simone Scheggi Angela Romoli

Trucco e maschere: Verena Stenke
Con gli allievi della Scuola Sociale Isole Firenze
Direzione Artistica:
Elena Turchi - Alessandro Fantechi
Educatori:
Angela Bargigli Massimo De Biase Ilaria Daddi



Alessandro Fantechi