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Genesi
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Genesi


Regia: Alessandro Fantechi
Aiuto Regia: Laura Bucciarelli
Organizzazione: Elena Turchi
In scena: David Batignani, Natascia Curci, Alessandro Fantechi, Maurizio Glaudi, Mister x
Luci: Marco Falai

Per ogni inizio c'è sempre una fine. (S. Agostino)

Genesi: processo di formazione, di costituzione, generazione, origine: la genesi di un romanzo, di un'opera d'arte, il processo attraverso cui si sono venuti maturando e concretizzando nella mente del loro autore con sign. particolare, creazione, origine del mondo così come viene narrata dalla Bibbia nel libro della "Genesi" emozione intenso moto affettivo, piacevole o penoso, accompagnato per lo più da modificazioni fisiologiche e psichiche (pallore o rossore, reazioni motorie ed espressive ecc.) nell'uso corrente, impressione viva, turbamento: provare una forte emozione, andare in cerca di emozioni, di esperienze eccitanti; accogliere una notizia senza emozione, con indifferenza. Fine punto o momento in cui una cosa cessa di essere, non è più; la sua ultima fase, la parte terminale: la fine del romanzo, della strada, del mondo...


Lo spettacolo Genesi è il 4° spettacolo di IsoleComprese Teatro. Prendendo spunto dalla creazione del Mondo e dai sette magici giorni dell'Inizio, lo spettacolo intende indagare il mondo misterico che sta alla base della genesi del percorso artistico, della nascita dell' emozione. Tra inizio, emozione e fine si svolge una vita, ma anche il nostro spettacolo. Da dove vengono l'idee? Come si crea un'opera d'arte? 5 attori da soli in scena e tutto deve cominciare. Quando finirà? È teatro? Che cosa è Teatro?
Ma il teatro può esistere senza gli attori? Non conosco esempi del genere: Si potrebbe ricordare quello delle marionette. Ma anche lì abbiamo dietro le quinte, un attore, anche se di tutt'altro genere. Può esistere il teatro senza spettatori? Ce ne vuole almeno uno perchè si possa parlare di spettacolo. E così non ci rimane che l'attore e lo spettatore. La Genesi appunto.


Possiamo perciò definire il teatro come "ciò che avviene tra l'attore e lo spettatore". (J. Grotowski)

Genesi è la narrazione dei primi 11 capitoli della Bibbia da parte di un gruppo di angeli Collaboratori di Dio. Lo spunto è liberamente tratto da una storia di Dino Buzzati: "La creazione", dove gli angeli partecipano alla Creazione sottoponendo a Dio i progetti. Essi sono quindi architetti, ingegneri, idraulici, pittori e artisti. Alla fine Dio crea, dopo essere stato convinto da un angelo progettista, l'uomo. I Cinque angeli vivono la creazione e Genesi come la loro storia. C'è un signore misterioso e Invisibile che prepara e crea. Agli Angeli il compito di raccontare vivere tutta la storia in modo semplice e tenero ma con molti tentativi e errori. Nel racconto pasticciato degli angeli c'è pathos, commedia, grandi verità. I cinque angeli collaborano e cercano di risolvere i problemi (che Dio crea). Essi sono in un teatro vuoto e spoglio, palcoscenico del mondo. Sono angeli buoni, collaboratori di Dio. La commedia della Genesi va avanti rigorosa con trovate semplici ma efficaci. Dio è sempre sullo sfondo o nella luce e comunica per mezzo di segnali misteriosi o attraverso energia (perchè non parla) gli angeli sono come in contatto telepatico attraverso l'energia. A volte non capiscono cosa Dio vuole. E si creano equivoci, compromessi, gelosie, assassinio (Caino e Abele). Gli angeli vivono la Genesi in prima persona, anche attraverso il racconto di altre storie dell'inizio appartenenti a altre culture (quella Africana e quella Polinesiana) dove Dio è il Grande Ragno oppure è il Creatore e il Formatore. Chi siamo noi alla luce di questa storia? Genesi 1 11 è un testo fondamentale, nel quale si ritrovano temi come il senso della vita dell'uomo, della violenza, del peccato, del potere. L'uomo inteso come elemento centrale della Creazione e che deve ritrovare la Fede nel mistero e nella sua origine Divina.
La scenografia è costituita dal Teatro svuotato e organizzato come spazio vuoto, primordiale, primitivo. La scenografia insisterà sulle corde, sulle luci completamente "a vista", sullo svelamento completo della scena. La scena andrà costruendosi nel corso dello spettacolo e tutto sarà a "vista" cioè gli attori sono anche macchinisti scenografi e agiscono sulla scena con duplice valenza. Le componenti del Teatro e un finto macchinista si uniranno a questa impresa. Lo spettacolo è anche quello della Creazione. Creazione del Teatro e non solo della Terra. Creazione dell'atto teatrale e del miracolo quindi della emozione. Per i costumi si pensa a una raffigurazione classica degli angeli (con tanto di piccole ali) e a costumi di occorrenza, come se gli angeli in modo leggero, (c'è nel cambio di identità dell'Angelo, nel travestimento, una universalità dell'animo umano) si divertissero a cambiare costume all'occorrenza. Le musiche sono originali e c omposte per lo spettacolo da un musicista Giulio Satta. Inoltre gli attori useranno degli strumenti musicali dal vivo.


Come altri anni a novembre 2002 è iniziato un laboratorio teatrale con i Ragazzi Residenti che coniuga esigenze terapeutiche e "fare" artistico. Oltre a una ricerca sull'espressività, sulla danza, sull'analisi del movimento, sulla voce sono stati condotti dei momenti intensivi sulla maschera neutra e sul clown. Nel corso del laboratorio abbiamo approfondito le tecniche del clown puro, cioè della maschera comica e tragica del clown (e non del pagliaccio). Ci interessava per la parte degli angeli, ritrovare il candore, la purezza e l'innocenza dei bambini. Le tecniche del clown riassumono queste qualità e rappresentano una innovazione rispetto a precedenti laboratori, grazie anche alla qualità attoriale del gruppo dei Ragazzi Residenti. Le Tecniche della maschera neutra sono terapeutiche. Permettono all'attore di vedersi dentro e di comunicare con il pubblico in maniera sincera e diretta.