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Progetto CSP Centro di Solidarietà di Prato
Progetto CSP Centro di Solidarietà di Prato


Progetto LA PIEVE - Centro di Solidarietà pratese


ATTIVITÀ DI LABORATORIO OFFICINA GIOVANI PRATO DA ottobre 2014 tutti i martedi 15/19 dimostrazione di lavoro :


È tempo di mettersi in ascolto.
È tempo di essere mobili e leggeri, di alleggerirsi per mettersi in cammino.
È tempo di convivere con le macerie e l'orrore, per trovare un senso.
Tra non molto, anche i mediocri lo diranno.
Ma io parlo di strade più impervie, di impegni più rischiosi, di atti mediati in solitudine.
(Antonio Neiwiller, L'altro sguardo, Per un teatro clandestino)

Attività psico-corporea ed espressiva con valenza terapeutico-riabilitativa, attraverso tecniche del Teatro Sociale, rivolta ad ospiti della Comunità Terapeutica e ad operatori del settore sociale. Produzione e messa in scena di uno spettacolo teatrale attraverso le tecniche del teatro sociale.
La pratica del Teatro, dove il lavoro di ricerca è quotidiano e basilare, ha un'evidente e riconosciuta valenza terapeutica per molti disagi della personalità. Le tecniche dell'attore sono strumenti preziosi per chi è in cerca di una possibilità di espressione o di ricostruire o recuperare un canale di comunicazione. Il training teatrale trova la possibilità di ampliare e approfondire l'intelligenza emotiva: conoscenza e controllo delle proprie emozioni, motivazione di se stessi, riconoscimento delle emozioni altrui, gestione delle relazioni. Tutti coloro che partecipano al laboratorio teatrale condividono un progetto di cambiamento. Nel lavoro dell'attore recitare non basta, esso deve corrispondere ad una espansione del proprio mondo interiore. È pertanto teatro inteso come luogo di verità, come luogo protetto dove poter smontare il proprio io, attingere alle proprie risorse e, in questo processo trasformativo, cogliere l'elementarietà e l'universalità dell'esperienza. Concetti come fiducia, rilassamento, creatività, attenzione, regole, emozioni, sono al centro del nostro lavoro. Il Laboratorio consiste in una serie di esercizi psicofisici che fanno riferimento alle tecniche del Teatro Sociale. L'essere presenti e partecipare attivamente è un requisito indispensabile del lavoro teatrale, ma il concetto teatrale di presenza è più complesso di un semplice senso di responsabilità; esso significa mettersi in gioco, apportare un contributo di energie e concentrarsi. L'improvvisazione è una tecnica fondamentale in questo metodo di lavoro; essa stimola nell'individuo un flusso continuo di pensieri e risposte ed invita ad agire con libertà e spontaneità nelle più diverse situazioni
C'è una possibilità di riscatto attraverso il teatro. La terapia, nello spazio teatrale, recupera il suo legame con le origini di arte della guarigione rituale che avveniva attraverso rappresentazioni mitiche e simboliche.
Il Teatro è abitato non solo da attori, ma da scenografi, tecnici, musicisti e altri artisti. Ci sono vari livelli di coinvolgimento: può essere un'azione fisica come la costruzione o la distruzione di un apparato scenografico, può essere testimonianza, racconto, orazione, festa; è comunque un momento dove vivere intensamente, dove ognuno si riprende la sua fetta di libertà al di fuori degli schemi sociali; è un momento dove ci divertiamo giocando come quando eravamo bambini; è lo spazio dell'Arte. Il progetto rappresenta anche una occasione di studio, di approfondimento e di sperimentazione per gli operatori e per gli attori che sono impegnati nella ricerca di un miglioramento qualitativo del proprio operato. L'attività dell'operatore sociale mette in gioco il mondo psicologico del paziente e di se stesso. Spesso succede che operatori, pur con forti motivazioni umanitarie a svolgere attività nel sociale, arrivino ad un punto di demotivazione, di frustrazione o di identificazione in un ruolo rigido, impermeabile alle diverse situazioni esterne. Due modi psicologicamente diversi di affrontare le difficoltà implicite in un lavoro basato sulle relazioni interpersonali. L'operatore della riabilitazione ha bisogno di conoscenze tecniche, di un sistema di approccio alla terapia del disagio, cioè di una metodologia ed una pratica di "conoscenza di sé".
Riassumendo, il percorso del progetto (laboratorio e teatro) tende a:

  1. fornire strumenti culturali e sociali rivolti al sostegno di attività lavorative;
  2. favorire il reinserimento sociale dei partecipanti;
  3. modificare il modo abituale, ordinario di percepire e rappresentare il mondo;
  4. cogliere i diversi e più profondi aspetti della realtà;
  5. liberare la personalità dalle abitudini psicologiche e corporee che possono limitare le proprie risorse o impedire la comunicazione con gli altri.

Il progetto fin dall'inizio e ormai sono nove anni ha mostrato la sua piena validità terapeutica, sociale e artistica, riuscendo a coniugare le tre componenti che gli hanno conferito un carattere di unicità a livello nazionale. Gli spettacoli finali, realizzati al Teatro Metastasio, al Castello dell'Imperatore di Prato, al Teatro Cantiere Florida di Firenze, sono stati accolti favorevolmente dal pubblico cittadino, dalla critica e, negli ultimi tre anni, dagli studenti delle scuole superiori. Vale la pena di ricordare qui alcuni titoli tra i più significativi: "Cecità" da Josè Saramago; "Odissea" da Omero; "Hamlet Atto V°" da Shakespeare.