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Visioni
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Un delirio.
La cronaca di una morte annunciata. La marcia di un numero incalcolabile di piattole...Una ragazza che parla con la Madonna, un fratello freak, un appassionato della cultura indiana, sesso e sponsor, centri commerciali...
La nostra visione è la pancera che ti fa dimagrire, il gol di Maradona, un gelato dal gusto indimenticabile, 10 minuti di successo...in realtà avremmo bisogno di qualcosa di sacro (ma ci accontentiamo di molto meno). Balli e funerali, messaggi promozionali, uno strano freak di nome Alberto, sua sorella, ma anche illustri ospiti: Emily Dickinson, Artaud, Vincent Van Gogh. Apparizioni ma anche sparizioni e spargimenti di sangue. La morte come visione suprema.
Ma l'altro mondo è una torta in faccia e non si capisce più la differenza tra realtà e finzione. Essere o benessere?
Benessere sembrano dire i personaggi-fantasma di "Visioni" ma anche loro non ci credono troppo, e riconoscono il vuoto che avanza, attraverso la visione degli spot pubblicitari. La marcia di un numero incalcolabile di piattole...(Artaud)


In un mondo dove tutto è visione gli occhi sono ciechi: Visioni è uno spettacolo sul desiderio di ciò che si vede, di come ci piacerebbe essere e sulla miseria della condizione umana che ne deriva.
(Rassegna Contemporanea 3, Prato, 12 giugno 2003)

Compagnia: IsoleComprese Teatro
Attori: David Batignani, Natascia Curci, Alessandro Fantechi, Maurizio Glaudi, Massimo Motroni
Suono e Visioni Sonore: Giulio Satta
Luci: Massimo Falafel
Progetto: Elena Turchi
Regia: Alessandro Fantechi
Produzione: ICT 2003 - Consiglio di Quartiere 1, Centro Storico

Data unica, prima assoluta.
L'estremo e la follia, la realtà in questa storia senza trama, fatta di piccole tristi scenette, sketch umorali, apparizioni, miracoli, istanti non sempre lucidi. La pazzia è l'angolo più acuto della contemporaneità, l'impossibile è il grottesco accigliarsi delle piccole gioie diffuse, mere chimere, all'interno della nostra società. Il dramma, la danza, la performance qui si fondono in un unico urlo che cade buio e nero verso il niente, senza quiete, tra il troppo silenzio e la notte che tarda a venire. Le nostre visioni sono collegate allo stadio, ai momenti più estremi ed opposti, il gelato dell'ultima folgorante pubblicità non troppo subliminale, alla ricerca della fuga dalla normalità, dell'essere diversi, pensare diverso, amare diversi, per ritrovarsi nuovamente tutti uguali, dissimili, ripetitivi come carta ricalcabile. "In un mondo dove tutto è visione e gli occhi sono ciechi". Ci sono in questo terzo spettacolo della compagnia IsoleComprese, quasi un inno alla Aiazzone, Madonne e vibratori, contenitori futuristici di pipi congelabile, sesso e frustrazione, paranoia e finti misteri indiani. Abbiamo bisogno di visioni continue, di lampi, di ganci in mezzo al cielo, di stralci di poesia, di acuti e gorgheggi, sorseggi di novità, dell'incedere verso il domani, barcollanti e scollati. Crediamo di aver bisogno dell'inutile, e lo profetizziamo anche, cerchiamo adepti per non sentirci soli nelle nostre scelte, amiamo chi ama, "mi piace la gente che piace". Il tutto racchiuso in una visione, chiamata vita?, sogno? Desiderio?
(Tommaso Chimenti)

Attori: IsoleComprese Teatro
VISIONI SONORE: GIULIO SATTA
LUCI: FILIPPO MANZINI MARCO FALAI
PROGETTO: ELENA TURCHI
REGIA: ALESSANDRO FANTECHI
PRODUZIONE: ISOLECOMPRESE TEATRO
CONSIGLIO DI QUARTIERE 1 - FIRENZE

SCHEDA TECNICA
ISOLECOMPRESE TEATRO PROD. 2002
Codice siae 853647 A
Permesso siae 8946

REGIA DI Alessandro Fantechi
SPAZIO minimo 6 larghezza x 8 profondità
TEATRO QUADRATURA NERA
spazio con Pubblico su gradinata
americane oppure 4 wind up
12 qps 1000w
10 par64 1000w
mixer luci 12 canali
mixer audio
2 microfoni su asta
1 collarino
2 cd player
amplificazione adeguata allo spazio
persone impiegate :
4 attori
2 tecnici
2 regia
tempo di montaggio 3 h
durata 1 ora e 20 minuti ora tempo unico

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