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Io sto bene
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Io sto bene


VOLTERRATEATRO 2004 - ISOLECOMPRESE TEATRO - PROGETTO RISVEGLI


tempo: 1.45 minuti
regia: Alessandro Fantechi
progetto: Elena Turchi
Coordinamento tecnico: David Batignani
Aiuto Regia: Laura Bucciarelli
Foto di scena: Simone Donati
Con: David Batignani, Natascia Curci, Maurizio Glaudi e 20 giovani attori provenienti da tutt'Italia.

Il progetto IO STO BENE è iniziato a Volterrateatro un anno fa e ha visto tre tappe laboratoriali e esiti di lavoro con pazienti psichiatrici e disabili fisici all' interno del Progetto Risvegli della Regione Toscana,che prevede attività teatrale rivolta ai Centri Diurni Fiorentini Fili e Colori,Albero Vivo e il Giaggiolo.Il percorso di questo anno insieme ad allievi diversamente abili e attori in una esperienza profondamente integrata ci ha rivelato altre possibilità dell' esperienza teatrale.Due innamorati che aspettano,un cantante che non canta,una donna che chiede aiuto, il silenzio tra due amici ,la disciplina del tai-chi e il tempo che non passa mai come certe sere d'estate. IO STO BENE è uno spettacolo sulla vita e sulla semplicità delle cose che ci attraversano.La qualità della relazione con noi stessi ,con l' altro e con l' ambiente che ci circonda sono i temi del nostro lavoro.Teatro è ciò che accade tra l' attore e lo spettatore. Le cose più importanti della nostra vita non sono nè straordinarie nè grandiose.Sono i momenti in cui ci sentiamo toccati gli uni dagli altri. Il resto è silenzio o rumore di sottofondo. (Alessandro Fantechi)



Perchè la mia fragilità si confonde con quella degli altri.
Perché mi spaventa.
Perché le idee rinascono.
Perché i sensi mi parlano.
Perché sono presente.
Perché desidero esserci.
Perché voglio essere lì.
Perché a volte scappo ma ritorno.
Perché riesco ad amare.
Perché mi commuovo.
Perché affronto la paura.
Perché ogni gesto ha una qualità misteriosa.
Perché sto bene.
Perché sto male.
Perché è un sogno condiviso.
Perchè è lì che tutti possono sognare.
Perché è lì che tutti possono agire.
Perché è concreto.
Perché mi ricorda di avere un corpo, una mente, bisogni, desideri.
Perché mi mette sottosopra.
Perché si può camminare con gli occhi.
Perché si ascolta con la pancia.
Perché ancora non sono riuscita a capire.
Perché non capirò mai.
Perché è un viaggio che, una volta iniziato, non può essere interrotto.
Perché cambia tutto.
Perché non ci riesco.
Perché a volte mi chiedo dove sia.
Perché a volte qualcosa porta lontano.
Perché ci sono assenze da accettare e cambiamenti.
Perché è guardare in profondità senza sapere niente.

(Laura Bucciarelli)

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